Riforma fiscale e ripercussioni sull’organizzazione degli studi professionali

Riforma fiscale e ripercussioni sull’organizzazione degli studi professionali

Riforma fiscale e ripercussioni sull’organizzazione degli studi professionali

Il mondo del fisco, negli ultimi tempi, sta vivendo una fase storica che, in larga parte, ricorda la grande riforma fiscale degli anni 70 (IVA, CONTENZIOSO, IMPOSTE DIRETTE, ecc.).

In quel periodo, infatti, si intervenne, dapprima con l’introduzione delle imposte indirette (Imposta sul Valore Aggiunto, Imposta sull’incremento del valore degli immobili, Imposte di registro, Imposte ipotecarie e catastali, Imposta di bollo).

In un secondo momento, venne riformato il Contenzioso Tributario.

Ed infine, si decise di intervenire sulle vecchie imposte reali (ricchezza mobile, FABBRICATI, TERRENI, REDDITI AGRARI) e su quelle personali (COMPLEMENTARE SUL REDDITO, IMPOSTA DI FAMIGLIA), sostituendole con l’IRPEF (per le persone fisiche) con l’IRPEG poi IRES (per le persone giuridiche) e l’ILOR (imposta locale sui redditi, sostituita dall’attuale IRAP).

Quel cambiamento epocale ha modificato sensibilmente il ruolo dei professionisti dell’area giuridico-contabile (commercialisti, consulenti del lavoro ed avvocati tributaristi), trasformandoli da “Consulenti” d’azienda a “Fiscalisti”, “Produttori di F24” e “di cedolini paga”.

Ho l’impressione che adesso, con l’introduzione della nuova riforma fiscale, si voglia riattribuire, ai suddetti professionisti, una dimensione consulenziale allontanandoli definitivamente dalla funzione “prettamente” fiscalista.

L’introduzione della norma sulla “Crisi d’Impresa”, entrata definitivamente in vigore il 15 luglio 2022, dell’ESG (Environmental, Social and Governance o, come si dice in italiano, Bilancio di Sostenibilità) e del Rapporto di Parità di Genere poi, ha dato la possibilità ai succitati professionisti, di occuparsi di argomenti molto più interessanti e di nicchia, dando loro la possibilità di ottenere maggiori ritorni economici e di immagine.

Tutte queste opportunità però, si aggiungono a quegli adempimenti “ordinari” che fanno parte dell’attività tradizionale dei più volte citati professionisti.

Anche alcuni adempimenti che riguardando i loro clienti, vengono accollati sempre sui soliti noti. Mi riferisco all’Antiriciclaggio ed alla Privacy.

La difficoltà nel trovare nuove risorse, soprattutto tra le nuove generazioni, l’età molte volte avanzata dei collaboratori di studio (che quindi anelano la pensione), l’impossibilità di effettuare un reale passaggio generazionale (io ho tre figli maschi e nessuno vuole prendere il testimone), la frammentarietà del mercato e la concorrenza, rischiano di mettere KO i nostri amati professionisti.

Quindi, come fare per evitare di essere travolti dalle circostanze?

Organizzandosi ed organizzando lo studio per fare in modo che, anche se dovessero arrivare nuove opportunità e nuovo lavoro, avendo già organizzato quello ordinario, potreste far fronte anche al lavoro straordinario.

E come dico sempre io:

Non possiamo prevedere l’imprevedibile, ma possiamo fare in modo di gestire l’ordinario per far fronte allo straordinario”.

E come?

Creando un Organigramma di Studio, le giuste procedure, Check List per ogni adempimento, Flow Chart per semplificare l’acquisizione delle attività ecc.

Soltanto così potremo affrontare il futuro delle nostre professioni facendo in modo di lavorare senza stress, con margini più interessanti dedicando maggiore tempo di qualità a noi stessi ed alle persone care.

E come recita il titolo del 13° capitolo del mio primo libro intitolato “Sei Unico”:

“Lavora per vivere e non vivere per lavorare”.

Buona organizzazione rilassata